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Archivio dei tag racconto breve

IL BOSCAIOLO TENACE

C’era una volta un boscaiolo che si presentò a lavorare in una segheria.

Il salario era buono e le condizioni di lavoro ancora migliori, per cui il boscaiolo volle fare bella figura. Il primo giorno si presentò al caporeparto, il quale gli diede un’ascia e gli assegnò una zona del bosco. L’uomo, pieno di entusiasmo, andò nel bosco a fare legna. In una giornata abbattè diciotto alberi.

“Complimenti” gli disse il caporeparto. “Va’ avanti così”. Incitato da quelle parole, il boscaiolo decise di migliorare il proprio rendimento il giorno dopo. Così quella sera andò a letto presto.

La mattina dopo si alzò prima degli altri e andò nel bosco. Nonostante l’impegno, non riuscì ad abbattere più di quindici alberi.

“Devo essere stanco” pensò. E decise di andare a dormire al tramonto.

All’alba si alzò deciso a battere il record dei diciotto alberi. Invece quel giorno non riuscì ad abbatterne neppure la metà. Il giorno dopo furono sette, poi cinque, e l’ultimo giorno passò il pomeriggio tentando di abbattere il suo secondo albero.

Preoccupato per quello che avrebbe pensato il caporeparto, il boscaiolo andò a raccontargli quello che gli era successo, e giurava e spergiurava che si stava sforzando ai limiti dello sfinimento.

Il caporeparto gli chiese: “Quando è stata l’ultima volta che hai affilato la tua ascia?”.

“Affilarla? Non ho avuto tempo di affilarla: ero troppo occupato ad abbattere alberi!”.

IL DIALOGO

Il serpente aveva appena guardato quella venerabile immagine quando il re prese a parlare e domandò: «Da dove vieni?». «Dai crepacci in cui abita l’oro» rispose il serpente. «Che cosa è più stupendo dell’oro?» domandò il re. «La luce» rispose il serpente. «Che cosa è più vivificante della luce?» domandò il primo. «Il dialogo» rispose il secondo.

W. Goethe [Favola]

DILLO OGGI…

C’era una volta un ragazzo nato con una grave malattia…Una malattia di cui non si conosceva la cura… Aveva 17 anni, ma poteva morire in qualsiasi momento… Visse sempre in casa sua, con l’assistenza di sua madre… Stanco di stare in casa, decise di uscire almeno una volta… Chiese il permesso a sua madre. Lei accettò. Camminando nel suo quartiere vide diversi negozi. Passando per un negozio di musica, guardando dalla vetrina, notò la presenza di una tenera ragazza della sua età. Fu amore a prima vista. Aprì la porta ed entrò guardando nient’altro che la ragazza.
Avvicinandosi poco a poco, arrivò al bancone dove c’era la  ragazza. Lei lo guardò e gli disse sorridente: “Posso aiutarti?” Nel frattempo egli pensava che era il sorriso più bello che avesse mai visto nella sua vita. Nello stesso istante sentì il desiderio di baciarla.
Balbettando le disse: “Si, eeehhhmmm, uuuhhh…mi piacerebbe co mprare un CD”. Senza pensarci, prese il primo che vide e le diede i soldi. “Vuoi che te lo impacchetti?” – Chiese la ragazza sorridendo di nuovo. Egli rispose di si annuendo; lei andò nel magazzino, tornò con ilpacchetto e glielo consegnò. Lui lo prese ed uscì dal negozio.

Tornò a casa e da quel giorno in poi andò al negozio ogni giorno per comprare un cd.
Faceva fare il pacchetto sempre alla ragazza e poi tornava a casa per riporlo nell’armadio. Egli era molto
timido per invitarla ad uscire e nonostante provasse non ci riusciva. Sua madre si interessò alla situazione e lo spronò a tentare, così egli il giorno seguente si armò di coraggio e si diresse al negozio. Come tutti i giorni comprò un altro cd e come sempre lei gli fece una confezione. Lui prese il cd e, in un momento in cui la ragazza era distratta, posò rapidamente un foglietto con il suo numero di telefono sul bancone; dopodichè uscì di corsa dal negozio.

Driiiiin !!! Sua madre rispose al telefono: “Pronto?”, era la ragazza che chiedeva di suo figlio; la madre afflitta cominciò a piangere mentre diceva: “Non lo sai?…è morto ieri”. Ci fu un silenzio prolungato interrotto dai lamenti della madre. Più tardi la madre entrò nella stanza del figlio per ricordarlo. Decise di iniziare dal guardare tra la sua roba. Aprì l’armadio. Con sorpresa si trovò di fronte ad una montagna di cd impacchettati. Non ce ne era nemmeno uno aperto. Le procurò una curiosità vederne tanti che non resistette: ne prese uno e si sedette sul letto per guardarlo;facendo ciò, un biglietto uscì dal pacchettino di plastica.. La madre lo raccolse per leggerlo, diceva: “Ciao!!! Sei carino ! Ti andrebbe di uscire con me?? TVB…Sofia.” La madre emozionata ne aprì altri e trovò altri bigliettini: tutti dicevano la stessa cosa.

Non aspettare troppo per dire a qualcuno di speciale quello che senti…

FORTUNA O SFORTUNA?

Racconta un’antica storia popolare cinese di un vecchio contadino al quale una mattina fuggì il cavallo che adoperava nel lavoro dei campi.

Alla notizia i vicini di casa si recarono subito dal contadino per manifestargli la lorovicinanza in questo momento di grande sfortuna per lui.

“Sfortuna, fortuna, e chi può dirlo?!“, si limitò a dir loro il vecchio contadino. Il giorno seguente, infatti, il cavallo fuggito fece ritorno alla stalla; aveva trascorso la notte sulla montagna e, tornando a valle, era stato seguito da una mandria di cavalli selvatici.

Quando i vicini vennero a saperlo, subito corsero dal vecchio per congratularsi con lui della straordinaria fortuna che gli era capitata!

“Fortuna, sfortuna, e chi può dirlo?!“, sentenziò nuovamente il contadino.

Fu così che quello stesso giorno il figlio del contadino decise di cavalcare il più forte dei cavalli selvaggi, perammaestrarlo e utilizzarlo nel lavoro nei campi. Ma mentre tentava didomarlo, il cavallo selvaggio lo disarcionò, facendo cadere violentemente a terra il figlio del contadino che si ruppe una gamba.

Ancora una volta la gente del villaggio non esitò nel correre a casa del contadino perpiangere insieme a lui l’evidente disgrazia che su di lui si era abbattuta. Ma ancora un volta il vecchio non si scompose più di tanto e si limitò a sentenziare: “Sfortuna, fortuna, e chi può dirlo?!”

Avvenne infatti che in Cina scoppiò una terribile guerra e che i capi dell’esercito, che viaggiavano di villaggio in villaggio per reclutare soldati, vedendo il figlio del contadino con una gamba rotta non si fermarono e passarono oltre.

LA VERA PROSPERITÀ’

Un uomo ricco chiese a Sengai di scrivergli qualche cosa per la continua prosperità della sua famiglia, così si potesse custodirla come un tesoro di generazione in generazione.
Sengai si fece dare un foglio di carta e scrisse: “Muore il padre, muore il figlio, muore il nipote”.
L’uomo ricco andò in collera.

“Io ti avevo chiesto di scrivere qualcosa per la felicità della mia famiglia! Perché mi fai uno scherzo del genere?”.
“Non sto scherzando affatto” spiegò Sengai.

“Se prima che tu muoia dovesse morire tuo figlio, per te sarebbe un gran dolore. Se tuo nipote morisse prima di tuo figlio, ne avreste entrambi il cuore spezzato. Se la tua famiglia, di generazione in generazione, muore nell’ordine che ho detto, sarà il corso naturale della vita. Questa per me è la vera prosperità”.

Storia Zen

IL DISPREZZO

C’era una volta una rosa, molto orgogliosa di essere la più bella del giardino.

Ma era triste, perché gli uomini la ammiravano da lontano senza avvicinarsi. infatti, accanto a lei viveva un grossoranocchio scuro. Un giorno la rosa, indignata, gli ordinò di andarsene e il ranocchio se ne andò obbediente.

Qualche tempo dopo, il ranocchio ripassò da lei… e che sorpresa quando vide la rosasmunta e avvizzita, senza piu un petalo e nemmeno una foglia.

– “come sei messa!“, disse il ranocchio. – “Che cosa ti è successo?“.

– “da quando te ne sei andato, ogni giorno le formiche mi hanno mangiato un po alla volta e ho perso tutta la miabellezza” – rispose la rosa, profondamente addolorata.

– “certo“, disse il ranocchio, “quando vivevo accanto a te mangiavo tutte le formiche, per questo eri la più bella del giardino“.

Eric de la Parra Paz

RIPARARE CON L’ORO- COME TRASFORMARE LE PROPRIE FERITE

Il kintsugi (o kintsukuroi, letteralmente significa “riparare con l’oro”) è un’arte giapponese che consiste nel riparare oggetti di ceramica rotti con oro o argento liquido o lacca mischiata a polvere d’oro per saldarne insieme i frammenti.
Questa tecnica permette così di ottenere degli oggetti preziosi perchè ne aumenta il valore sia dal punto di vista economico sia da quello artistico: ogni ceramica riparata presenta un diverso intreccio di linee dorate unico e irripetibile, per la casualità con cui la ceramica si può rompere.
La pratica nasce dall’idea di base che dall’imperfezione e da una ferita possa nascere una forma ancora più grande di forza e perfezione estetica e interiore.
Metaforicamente, non importa dunque quante ferite abbiamo subito, quante volte ci siamo scheggiati, rotti o spezzati: abbiamo sempre la possibilità di superare le difficoltà che attraversiamo, rendendo la nostra vita più forte e migliore di prima.