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Ansia Generalizzata

Cos’è il disturbo dansia generalizzato?

Ogni soggetto sano prova ansia. L’aumento dello stato di vigilanza e la capacità di reagire in maniera positiva in situazioni critiche sono aspetti positivi e funzionali di questa emozione.
Ben diverso è lo stato di preoccupazione quasi costante che caratterizza la persona affetta da disturbo d’ansia generalizzato: accompagnato da irrequietezza, irritabilità, tensione muscolare, sonno disturbato e altri sintomi fisici o psicologici (tremore, scarsa salivazione, nodo alla gola) il disturbo d’ansia generalizzato ha tipicamente un andamento cronico.

La persona che ha un disturbo d’ansia generalizzato vive l’ansia come una caratteristica della propria personalità e la maggior parte delle eccessive preoccupazioni fanno parte della quotidianità della vita del soggetto stesso.
I tentativi di alleviare i sintomi portano le persone affette da questo disturbo ad attuare comportamenti quali l’evitamento delle situazioni temute, il tentativo di controllo del pensiero e la distrazione, la richiesta di rassicurazioni per alleviare le rimuginazioni. Tutti questi comportamenti attenuano solo temporaneamente i sintomi dell’ansia per poi rinforzarli in un secondo momento.
In ogni situazione è importante capire se i sintomi siano o meno indice di un disturbo d’ansia generalizzato poiché spesso potrebbero semplicemente essere parte di una condizione medica precaria o essere dovuti all’utilizzo di sostanze psicoattive. Vi è inoltre una differenza significativa tra preoccupazioni normali e patologiche, in cui le rimuginazioni divengono pervasive.

Possibili cause del disturbo d’ansia generalizzato

Tra l’adolescenza ed i 30 anni si ha un graduale esordio di questo disturbo. Vi sono diversi fattori di rischio quali: caratteristiche della personalità, stile di vita o di pensiero (spesso i soggetti sono molto pessimisti o negativi), cambiamenti di vita importanti accompagnati da stress (cambi lavorativi, lutti).

Conseguenze del disturbo d’ansia generalizzato

Eccessive preoccupazioni e persistente stato d’ansia portano ad una diminuzione dell’autostima, abbassamento del livello di attenzione ed una conseguente compromissione della capacità lavorativa delle persone affette da questo disturbo.
Inoltre l’abuso di sostanze come farmaci e droghe può caratterizzare l’estremo tentativo di arginare il problema stesso.

Trattamento del disturbo d’ansia generalizzato

Farmacoterapia e psicoterapia sono riconosciute come le migliori tecniche per un buon trattamento del disturbo. La farmacologia non può però, da sola, risolvere il problema, ma associata ad una terapia psicologia può creare le condizioni favorevoli per un intervento efficace. Questo perché la psicoterapia per i disturbi d’ansia, a differenza della cura farmacologica, non tratta solo i sintomi del problema. La terapia psicologica può aiutare a comprendere il significato delle preoccupazioni e delle paure, a guardare le situazioni in un’ottica nuova e a sviluppare nuove modalità di fronteggiare i problemi.

Il trattamento  può essere sia una psicoterapia individuale o anche psicoterapia di gruppo (il gruppo permette al soggetto di sentire una condivisione di vissuti con altre persone che si trovano nelle stesse difficoltà).

Come può aiutare l’EMDR

L’approccio EMDR offre l’occasione non solo per rielaborare i traumi del passato, ma anche per potenziare le capacità personali e le risorse individuali, per affrontare le sfide della vita quotidiana con serenità e sicurezza, senza sentirsi in balia dei sintomi dell’ansia. Il lavoro psicoterapeutico  prevede la rielaborazione di tutte quelle esperienze angoscianti legate alla storia della persona e che possono essere causa della sintomatologia ansiosa.

L’importanza dello stress ,dei lutti, del maltrattamento in ambito  famigliare, dell’abuso infantile  e  di altri  eventi  di vita negativi o pesanti come fattori di rischio è ormai  ampiamente riconosciuta dalla letteratura sull’ansia.

Con l’EMDR si lavora non solo sul ricordo di alcune esperienze che possono aver contribuito all’insorgenza del disturbo d’ansia ma anche sul ricordo delle prime volte in cui si è provata l’ansia e le volte peggiori, in modo da desensibilizzare e neutralizzare queste reazioni. In questo modo si facilita alla persona il fatto di poter affrontare in modo più sereno le situazioni che fino a quel momento erano vissute come ansiogene.

Tenete a mente questi aforismi… terapeutici

Non è perchè le cose sono difficili che noi non osiamo farle. E' perchè noi non osiamo farle che le cose sono difficili. (Seneca)

Un uomo che teme di soffrire, soffre già di quello che teme. (Montaigne)

Non può vivere senza timori chi è causa del suo timore. (Epicuro)

La rinuncia è un suicidio quotidiano. (Honorè de Balzac)

Il pauroso prima edifica i suoi timori, poi vi ci installa sopra. (E. Cioran)

Viviamo nella paura ed è così che non viviamo. (Buddha)

Porto addosso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato. (F.Pessoa)

Guarda la paura in faccia e questa cesserà di turbarti. (Sri Yukteswar)

La lezione più importante che l'uomo possa imparare in vita non è che nel mondo esiste la paura ma che dipende da noi trarne profitto e che ci è consentito tramutarla in coraggio. (R. Tagore)

Ansia

L’ansia può essere considerata un segnale naturale che ha un preciso significato, una funzione protettiva che mobilità le risorse psicologiche e fisiche dell’individuo con l’obiettivo di affrontare una situazione futura.

Essa è quel fenomeno psichico con il quale la persona reagisce a stimoli ambientali pericolosi. In questo modo attiva risposte psicofisiologiche che coinvolgono l’organismo nella sua globalità, attraverso l’attivazione fisiologica per la difesa della propria persona. Si ha quindi principalmente un aumento del battito cardiaco della pressione sanguigna e della respirazione.

L’ansia predispone l’organismo a due fondamentali modalità comportamentali: la fuga e l’attacco.

ansia psicologo psicoterapeuta bari

Il confine tra ansia normale e patologica è di difficile definizione. L’ansia è, infatti, un’emozione universale che non sempre è di per sé inadeguata, può essere una risposta necessaria dell’organismo in risposta allo stress. Possiamo quindi descrivere le caratteristiche dell’ansia in termini emozionali di normalità o di patologia.

Un esempio chiarirà il concetto: una persona che si trova dinanzi ad un animale feroce avverte un’ansia improvvisa e acuta e scappa velocemente. Può accadere, tuttavia, che al suo ritorno a casa, dopo sei mesi provi un attacco di panico senza nessun motivo apparente. In questo caso ci troviamo di fronte ad una reazione patologica e chiaramente disadattiva.

L’ansia patologica

Si parla di disturbi d’ansia quando la funzione originale del segnale ansioso perde la sua funzione naturale e diventa sproporzionata rispetto alla situazione che si sta affrontando e/o si sta per affrontare. Si esprime fisiologicamente con tachicardia, sudorazione, sensazione di soffocamento, vertigini, paura di perdere il controllo e di morire.

In questa categoria rientrano :

Attacchi di Panico: la paura di avere paura che scatena un’intensa reazione fisica.

Ansia acuta: un’ intensa “attivazione ansiosa” che si presenta spesso.

Fobie: mi sento minacciato da qualcosa che non dovrebbe fare così paura.

Disturbo d’ansia generalizzato: quando mi preoccupo continuamente per tutto.

Ansie da adattamento: situazioni particolari o cambiamenti difficili da affrontare

Fobie sociali: stare con gli altri è troppo difficile e il loro giudizio mi tormenta.

Disturbo Ossessivo Compulsivo: dubbi e costrizioni mentali mi perseguitano.

Ipocondria: la salute mi manda in ansia, perché ho problemi fisici o temo di averne.

Ansia scolastica: quando vorrei andare a scuola ma l’ansia me lo impedisce.

Ansia all’università: preoccupazioni da esame ed organizzazione di percorsi efficaci.

Ansia e sport: l’ansia che compromette le prestazioni sportive o lo stare nel gruppo

 Sintomi psicologici dell’ansia

  • sensazioni di pericolo e/o minaccia;
  • paura di qualcosa di indefinito;
  • senso di confusione e di vuoto;
  • senso di affaticamento;
  • eccessive reazioni di allarme (spavento e apprensione per stimoli improvvisi);
  • facile irritabilità (arrabbiarsi facilmente per qualsiasi cosa).

 Sintomi fisici dell’ansia

    • tachicardia;
    • palpitazioni;
    • extrasistoli;
    • sbalzi di pressione;
    • dolori toracici;
    • disturbi respiratori (per esempio mancanza di respiro);
    • vertigini;
    • sintomi gastrointestinali (stitichezza, diarrea, nausea, vomito);
  • sintomi neurovegetativi (per esempio sudorazione, sensazione di freddo).

Trattamento dell’ansia

Un percorso psicologico può insegnare gradualmente a gestire l’ansia attraverso un processo di comprensione di sé stessi, e del proprio funzionamento cognitivo, emotivo, relazionale e sociale.

Il superamento dell’ansia e dei sintomi collegati aiuta la persona a sperimentare un nuovo benessere psicologico, che influisce positivamente sulle relazioni, sul funzionamento lavorativo e su una migliore predisposizione ad affrontare la quotidianità e la sua complessità.

Come può aiutare l’EMDR

L’approccio EMDR offre l’occasione non solo per rielaborare i traumi del passato, ma anche per potenziare le capacità personali e le risorse individuali, per affrontare le sfide della vita quotidiana con serenità e sicurezza, senza sentirsi in balia dei sintomi dell’ansia. Il lavoro psicoterapeutico  prevede la rielaborazione di tutte quelle esperienze angoscianti legate alla storia della persona e che possono essere causa della sintomatologia ansiosa.

L’importanza dello stress, dei lutti, del maltrattamento in ambito  famigliare, dell’abuso infantile  e  di altri  eventi  di vita negativi o pesanti come fattori di rischio è ormai  ampiamente riconosciuta dalla letteratura sull’ansia.

Con l’EMDR si lavora non solo sul ricordo di alcune esperienze che possono aver contribuito all’insorgenza del disturbo d’ansia ma anche sul ricordo delle prime volte in cui si è provata l’ansia e le volte peggiori, in modo da desensibilizzare e neutralizzare queste reazioni. In questo modo si facilita alla persona il fatto di poter affrontare in modo più sereno le situazioni che fino a quel momento erano vissute come ansiogene.

Prenotando un appuntamento possiamo provare a capire insieme il problema e affrontarlo.