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Perchè è importante avere una sana autostima?

Con una sana autostima si è molto più inclini e aperti a creare relazioni nutrienti e costruttive, infatti, avendo rispetto e amore nei confronti di se stessi, si è più inclini a trattare gli altri con rispetto e amore e si ha meno bisogno di erigere barriere difensive, poiché l’altro non è considerato una minaccia alla propria integrità.

 La persona con una buona autostima si valuta in modo positivo e:

  • Affronta i compiti e le persone con fiducia aspettandosi di essere ben accolta e di avere successo.
  • Attua prestazioni al massimo delle proprie possibilità e consegue più spesso successi scolastici e  professionali
  • Anche se percepisce carenze o difetti, non è ipercritica, conosce i suoi punti di forza e li valorizza
  • Anche se soddisfatta di sé, può desiderare di essere diversa e spesso si impegna per migliorarsi, tuttavia in caso di insuccesso è pronta a “perdonarsi”
  • E’ caratterizzata da un funzionamento personale più felice e più efficace
  • Raggiunge un buon adattamento socio-emozionale
  • Conosce profondamente se stessa

La persona con una bassa autostima non è contenta di sé e:

  • Affronta i compiti e le persone con molta insicurezza, aspettandosi eventi negativi. Un tale atteggiamento determina apprensione e spesso finisce per agire come una profezia che si auto avvera determinando un circolo vizioso: bassa autostima → basso rendimento → bassa autostima.
  • Può esibire una falsa sicurezza nel tentativo di compensare le proprie carenze e apparire all’altezza.
  • Può ritirarsi in se stessa, timorosa del contatto con gli altri perché teme di essere rifiutata. Ha la tendenza a focalizzarsi sugli insuccessi, sui difetti e sulle opportunità mancate alimentando uno stato di disagio e sofferenza.
  • Ha la tendenza a focalizzarsi sugli insuccessi, sui difetti e sulle opportunità mancate alimentando uno stato di disagio e sofferenza.

Conseguenze  e origini di una bassa autostima

Mentre la sana autostima aiuta a consolidare i punti di forza e a sviluppare i punti deboli, favorisce la crescita e il benessere psicologico della persona, uno scarso apprezzamento di sé è una condizione presente in molti stati di disagio psicologico: ansia, insicurezza, paura dell’intimità,  disfunzioni sessuali, disturbi del comportamento alimentare, scarso rendimento scolastico, dipendenze, depressione, maltrattamento di bambini, suicidio. La persona con scarsa autostima inoltre, spesso ritiene di non meritare riconoscimenti, attenzioni e benessere e non è in grado di riconoscere che il diritto di cercare la felicità è intrinseco all’esistenza stessa.
Le opinioni delle persone su se stesse riflettono il modo in cui sono state trattate dall’ambiente sociale. Le etichette e i giudizi degli altri giocano un ruolo significativo nella determinazione dell’autostima: gli individui arrivano a percepirsi e valutarsi allo stesso modo in cui sono stati percepiti e valutati dagli altri,in particolare dalle figure di riferimento.

 L’autostima deriva dunque, oltre che dai successi conseguiti, dall’amore e dalle attenzioni ricevute in famiglia, dalle aspirazione e dai progetti che i genitori proiettano sul proprio figlio e dalle esperienze scolastiche.

Lo psicologo-psicoterapeuta e le altre figure professionali

Lo Psicologo-psicoterapeuta collabora con altri professionisti: il medico di base, il pediatra, lo psichiatra, il dietologo, il giudice, l’avvocato, l’insegnante, l’assistente sociale, l’educatore professionale ecc.
Numerosi studi e ricerche internazionali hanno dimostrato che varie patologie si giovano di un intervento congiunto psicoterapico e farmacologico. E’ quindi fortemente consigliato affrontare l’aspetto psicoterapico e quello farmacologico con due figure di riferimento distinte, ma disposte alla collaborazione. I protocolli e le ricerche internazionali dimostrano che, ad esempio, per la depressione od altri disturbi quali tabagismo, alcoolismo e tossicodipendenze, l’interazione tra Psicologo psicoterapeuta e medico porta a risultati maggiormente efficaci.

Scala di Autovalutazione per la Depressione Post-Partum

ATTENZIONE:

La Scala di Edimburgo aiuta la paziente ad orientarsi nel valutare la possibile presenza di sintomi depressivi post-partum, sebbene non sostituisca in nessun modo l’anamnesi di uno specialista. Non serve a fare diagnosi, si limita ad individuare un rischio.
Nelle ultime due settimane
1. Sono stata in grado di ridere e vedere il lato divertente delle cose
Come al solito 0
Non proprio come al solito 1
Quasi mai 2
Per niente 3
2. Mi sono posta in modo positivo verso gli eventi
Come al solito 0
Un pò meno del solito 1
Assolutamente meno del solito 2
No, per niente 3
3. Mi sono sentita colpevole senza motivo quando le cose non andavano bene
Raramente o mai 0
Qualche Volta 1
Spesso 2
Quasi sempre 3
4. Sono diventata ansiosa o preoccupata senza un buon motivo
Raramente o mai 0
Qualche Volta 1
Spesso 2
Quasi sempre 3
5. Mi sono sentita spaventata o nel panico senza un buon motivo
Spesso 3
Qualche volta 2
Non molto 1
Mai 0
6. Mi sono sentita sopraffatta dalle cose che accadevano
Sì, il più delle volte non sono in grado di affrontarle 3
Sì, talvolta non le affronto bene come al solito 2
No, il più delle volte le ho affrontate piuttosto bene 1
No, le ho affrontate bene come sempre 0
7. Sono così infelice che ho delle difficoltà a dormire
Sì, la maggior parte delle volte 3
Sì, qualche volta 2
Talvolta 1
No, non mi sembra 0
8. Mi sono sentita triste o avvilita
Sì, la maggior parte delle volte 3
Sì, frequentemente 2
Talvolta 1
Mai 0
9. Sono così infelice che ho pianto
Sì, la maggior parte delle volte 3
Sì, frequentemente 2
Occasionalmente 1
Mai 0
10. Il pensiero di farmi del male mi è venuto in mente
Abbastanza spesso 3
Qualche Volta 2
Quasi mai 1
Mai 0
RISULTATI
Se il punteggio ottenuto è superiore a 12 il rischio di depressione post-partum non deve essere trascurato. E’ opportuno consultare uno specialista.